Bob Dylan – Murder Most Foul

L’ultimo commovente brano del cantautore americano è uscito da pochi giorni e ha riscosso un gran successo di pubblico e critica. Una canzone degna di un premio Nobel per la letteratura.

“Un saluto ai miei appassionati e sostenitori con gratitudine per tutto il vostro aiuto e la vostra lealtà nel corso degli anni. Questa è una canzone inedita che abbiamo registrato un po’ di tempo fa e che potreste trovare interessante. State al sicuro, rispettate le norme e che Dio sia con voi. Bob Dylan”

Questo è il messaggio con cui Bob Dylan ha accompagnato l’uscita del suo nuovo brano sul suo sito e sui social. Un regalo inaspettato in questo momento difficile e che sembra non essere uscito a caso proprio in questi giorni. Murder Most Foul è una struggente ballata lunga quasi 17 minuti, il pezzo più lungo mai scritto dal cantautore americano e soprattutto un brano originale, che esce a otto anni di distanza da Tempest, dopo ben tre album di cover. Non è dato sapere quando la canzone sia stata registrata ma non è un inedito riscoperto è qualcosa che Dylan ha scritto sicuramente in questi ultimi anni e nonostante non parli esplicitamente della pandemia, che ha colpito il mondo, sembra che certi versi e il senso complessivo dell’opera richiami al triste momento che l’umanità sta vivendo.

Il delitto più efferato del titolo è quello del presidente statunitense John F. Kennedy, avvenuto a Dallas nel 1963, ma è anche una citazione dall’Amleto di Shakespeare. In tutta la prima parte del brano Dylan ci racconta, come aveva fatto altre volte nel corso della sua carriera, un fatto storico. Con un resoconto in forma di poesia ci fa rivivere quello che per l’America fu un colpo talmente forte che è rimasto impresso nell’immaginario collettivo. Il senso di perdita per quella morte è durato negli anni con la sua carica di dolore. E’ stata come la morte di un re e di un padre ed è per questo che Dylan ha tirato in ballo Shakespeare. Non è stata solo la dipartita di uomo, di un capo di Stato ma la perdita di un vero e proprio punto di riferimento, proprio quello che sembra succedere ora all’America e al mondo intero. Una tragedia a cui è difficile dare una risposta. Dylan ci fa capire che non è convinto delle verità che sono state fornite riguardo all’omicidio e infatti cita la collinetta erbosa dove si ritiene che partirono altri spari e che Lee Harvey Oswald non fu sicuramente l’unico responsabile.

La canzone poi prende un’altra piega e diventa una celebrazione musicale di quello che Dylan ha amato e ascoltato nella sua vita. Già con gli ultimi suoi lavori di cover: Shadows in the night, Fallen Angels e Triplicate, Dylan aveva celebrato la grande tradizione della musica popolare americana. Chi l’ha visto dal vivo, nell’ultimo periodo, ricorderà il suo abbigliamento, i suoi stivali da cowboy, il suo modo di cantare con le gambe piegate e l’asta del microfono inclinata. In Murder Most Foul, Dylan ci racconta l’America come un paese che ha perso l’anima e lui allora la ricerca nella musica che ha attraversato la cultura popolare a partire da quel 1963. Cita i Beatles, Woodstock, Altamont, The Who, arriva chiedere al disc jockey Wolfman Jack (storico disc jokey statunitense morto nel 1995) di far suonare, sul lamento funebre della sua canzone che continua a procedere parca di musica, tutta una serie di brani che coprono l’intera storia musicale americana e inglese del Novecento omaggiando la musica nera, il blues, il folk, il rock e il jazz e i suoi protagonisti da Etta James ai Queen a Miles Davis e tanti altri. Ma non solo musica anche film, libri e tutta l’arte che ha reso grande il Novecento. Le citazioni sono tantissime come le frasi da interpretare come ormai Dylan ci ha ampiamente abituato. L’analisi del testo che, ha tutti gli effetti, si può considerare un poema in musica, è materia per storici oltre che per musicologi. La musica di Murder Most Foul non è mai invadente e sembra sempre restare in secondo piano rispetto alle parole ma contribuisce in maniera determinante a rendere questa ballata una delle più struggenti che il cantautore di Duluth abbia mai composto.

 

Murder Most Foul

Era un giorno buio a Dallas, novembre ’63
Un giorno che vivrà per sempre nell’ignominia
Il presidente Kennedy volava alto
Una buona giornata per essere vivi e una buona giornata per morire
Per essere condotti al macello come un agnello sacrificale
Disse: “Un momento, ragazzi, lo sapete chi sono io?”
“Certo che sì. Sappiamo bene chi sei.”
Poi gli fecero saltare il cervello mentre era ancora in automobile
Gli hanno sparato in pieno sole come a un cane
Bisognava trovare il momento e il momento era quello
Tu hai debiti da pagare e noi siamo venuti a riscuotere
Ti uccideremo con odio; non avremo alcun rispetto
Ti dileggeremo, ti spaventeremo e te lo diremo chiaro
Abbiamo già qualcuno da mettere al tuo posto

Il giorno in cui hanno fatto saltare il cervello al re
Migliaia guardavano, nessuno vide nulla
Accadde velocemente, tanto velocemente, di sorpresa
Proprio davanti agli occhi di tutti
La più grande magia mai vista
Un’esecuzione perfetta, un lavoro da manuale
Licantropo, oh licantropo, forza licantropo, ulula
Rub-a-dub-dub, il più ripugnante degli assassinii

Fate silenzio, bambini e capirete
Stanno arrivando i Beatles; ti prenderanno per mano
Tieniti al corrimano, mettiti subito il cappotto
Prendi il traghetto sul fiume Mersey e punta alla giugulare
Stanno arrivando tre vagabondi vestiti di stracci
Raccattate i pezzi e ammainate le bandiere
Sto andando a Woodstock; è l’Era dell’Acquario
Poi andrò ad Altamont e mi siederò vicino al palco
Affacciati alla finestra; goditi il momento
C’è un party in corso proprio ora sulla Collinetta Erbosa

Mettete i mattoni, colate il cemento
Non dire che Dallas non ti ama, Signor Presidente
Metti il piede sul serbatoio, pigia sull’acceleratore
Cerca di arrivare al triplo sottopasso
Cantante faccia nera, clown faccia bianca
Meglio se non fate vedere la faccia dopo il calar del sole
Su al quartiere a luci rosse c’è un poliziotto in servizio che vive un incubo in Elm Street

Quando arrivi giù a Deep Ellum nascondi i soldi nelle scarpe
Non chiedere cosa può fare il tuo paese per te
Pagamento in contanti, soldi da buttare
Dealey Plaza, svolta a sinistra
Sto arrivando all’incrocio, sventolerò la bandiera
Il luogo dove morirono fede, speranza e carità
Sparagli mentre corre, ragazzo. Sparagli finché puoi
Vedi se riesci a sparare all’uomo invisibile
Arrivederci Charlie, arrivederci, Uncle Sam
In tutta franchezza, signorina Scarlett, non me ne importa nulla

Qual è la verità e dov’è andata?
Chiedetelo a Oswald e Ruby; loro dovrebbero saperlo
“Chiudi la bocca,” disse il vecchio gufo saggio
Gli affari sono affari ed è il più ripugnante degli assassinii

Tommy, riesci a sentirmi? Sono la Acid Queen
Viaggio a bordo di lunga limousine nera
Sono sul sedile posteriore vicino a mia moglie
Vado dritto filato verso l’aldilà
Mi abbatto sula sinistra; la mia testa nel suo grembo
Devo resistere, mi hanno portato in una specie di trappola
Dove non chiediamo pietà e pietà non diamo
Scendiamo in strada dalla strada dove viviamo
Hanno mutilato il suo corpo e si sono portati via il suo cervello
Che altro potevano fare? Hanno fatto un cumulo di dolore
Ma l’anima non si trova dove dovrebbe
Sono cinquant’anni che la stanno cercando

Libertà, oh libertà. Libertà proteggimi

Mi secca dirvelo, signor mio, ma solo i morti sono liberi
Mandami un po’ d’amore; non dirmi bugie
Butta il fucile nel tombino e passa oltre
Svegliati piccola Susie; facciamo un giro in macchina
Attraversiamo il Trinity River; teniamo in vita la speranza
Accendi la radio, non toccare le manopole
Parkland Hospital, mancano solo sei miglia

Mi dai i brividi Signorina Lizzy. Mi riempi di piombo
Quella tua pallottola è andata dritta alla mia testa
Solo un capro espiatorio un patsy come Patsy Cline
Mai sparato a nessuno in faccia o alle spalle
Ho sangue in un occhio, sangue nell’orecchio
Alla nuova frontiera non arriverò mai
Il film di Zapruder l’ho visto la notte precedente
L’ho visto 33 volte, forse di più
Abietto e falso, crudele e meschino
La cosa più brutta che si possa vedere
L’hanno ucciso una volta e poi una seconda
L’hanno ucciso come fosse un sacrificio umano

Il giorno in cui l’hanno ucciso, qualcuno mi ha detto: “Figlio,
L’epoca dell’Anticristo è appena iniziata”.
L’Air Force One è atterrato
Johnson ha giurato alle 14 e 38
Fammi sapere quando decidi di gettare la spugna
Così è se vi pare, ed è il più ripugnante degli assassinii

Che succede, pussycat? Cosa dovrei dire?
Ho detto che lo spirito di una nazione è stato lacerato
Ed è l’inizio di quello che sarà un lento declino
Ora che sono passate 36 ore dal Giorno del Giudizio

Wolfman Jack parla in tutte le lingue
Parla a pieni polmoni e non smette più
Suonami una canzone, mister Wolfman Jack
Suonala per me nella mia lunga Cadillac
Suonala e dimmi che ‘Solo i buoni muoiono giovani’
Portami dove hanno impiccato Tom Dooley
Suonami St. James Infirmary  e The Court of King James

Se vuoi tenerli a mente è meglio scrivere i nomi
Suona anche Etta James. Suona ‘I’d Rather Go Blind’
Suonala per l’uomo con la mente telepatica
Suona John Lee Hooker. Suona ‘Scratch My Back’.
Suonala per quel Jack che ha un locale di spogliarelli
Per Guitar Slim che si consuma poco a poco
Suona per me e per Marilyn Monroe

Suona ‘Please Don’t Let Me Be Misunderstood’
Suonala per la First Lady, non si sente molto bene
Suona Don Henley, suona Glenn Frey
Portala al limite e poi lasciala andare
Suonala anche per Karl Wirsum
Che guarda lontano verso Down Gallow Avenue
Suona la tragedia, suona “Twilight Time”
Fammi tornare a Tulsa sulla scena del crimine

Suonane un’altra e “Another One Bites the Dust”
Suona “The Old Rugged Cross” e “In God We Trust”
Sul cavallo rosa percorri la lunga strada solitaria
E lì aspetta che gli esploda la testa
Suona “Mystery Train” per Mr. Mystery
L’uomo che si abbatté come un albero senza radici

Suonala per il Reverendo; suonala per il Pastore
Suonala per il cane che non ha padrone
Suona Oscar Peterson. Suona Stan Getz

Suona “Blue Sky”; suona Dickey Betts
Suona Art Pepper, Thelonious Monk
Charlie Parker e tutta quella droga
Tutta quella droga e “All That Jazz”
Suona qualcosa per l’uomo di Alcatraz
Suona Buster Keaton, suona Harold Lloyd
Suona Bugsy Siegel, suona “Pretty Boy Floyd”
Gioca un numero, tenta la sorte
Suona “Cry Me A River” per il Signore degli dei
Gioca il 9, gioca il 6
Suona per Lindsey e Stevie Nicks
Suona Nat King Cole, suona “Nature Boy”
Suona “Down In The Boondocks” per Terry Malloy
Suona “It Happened One Night” e “One Night of Sin”
Ci sono 12 milioni di anime in ascolto
Suona “Merchant of Venice”, suona “Merchants of Death”
Suona “Stella by Starlight” per Lady Macbeth

Non ti preoccupare, Signor Presidente. Gli aiuti fra poco saranno qui
I tuoi fratelli stanno arrivando, la vendetta sarà tremenda
Fratelli? Quali fratelli? Cos’è questa storia della vendetta?
Ditegli: “Stiamo aspettando. Dovete venire.” Prenderemo anche loro

Love Field è dove atterrò il suo aereo
Non si sarebbe più sollevato dal suolo
Difficile venire dopo di lui, secondo a nessuno
L’hanno ucciso sull’altare del sole nascente
Suona “Misty” per me e “That Old Devil Moon”
Suona “Anything Goes” e “Memphis in June”
Suona “Lonely At the Top” suona “Lonely Are the Brave”
Suonala per Houdini che gira intorno alla sua tomba
Suona Jelly Roll Morton, suona “Lucille”
Suona “Deep In a Dream” e suona “Driving Wheel”
Suona “Moonlight Sonata” in Fa diesis
E “A Key to the Highway” per il re con l’arpa
Suona“Marching Through Georgia” e “Dumbarton’s Drums”
Suona l’oscurità e la morte che arriva quando deve arrivare
Suona “Love Me Or Leave Me” del grande Bud Powell
Suona “The Blood-stained Banner”, suona “Murder Most Foul”, il più ripugnante degli assassinii

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Murder Most Foul

It was a dark day in Dallas, November ’63
A day that will live on in infamy
President Kennedy was a-ridin’ high
Good day to be livin’ and a good day to die
Being led to the slaughter like a sacrificial lamb
He said, “Wait a minute, boys, you know who I am?”
“Of course we do, we know who you are!”
Then they blew off his head while he was still in the car
Shot down like a dog in broad daylight
Was a matter of timing and the timing was right
You got unpaid debts, we’ve come to collect
We’re gonna kill you with hatred, without any respect
We’ll mock you and shock you and we’ll put it in your face
We’ve already got someone here to take your place
The day they blew out the brains of the king
Thousands were watching, no one saw a thing
It happened so quickly, so quick, by surprise
Right there in front of everyone’s eyes
Greatest magic trick ever under the sun
Perfectly executed, skillfully done
Wolfman, oh Wolfman, oh Wolfman, howl
Rub-a-dub-dub, it’s a murder most foul

Hush, little children, you’ll understand
The Beatles are comin’, they’re gonna hold your hand
Slide down the banister, go get your coat
Ferry ‘cross the Mersey and go for the throat
There’s three bums comin’ all dressed in rags
Pick up the pieces and lower the flags
I’m goin’ to Woodstock, it’s the Aquarian Age
Then I’ll go over to Altamont and sit near the stage
Put your head out the window, let the good times roll
There’s a party going on behind the Grassy Knoll
Stack up the bricks, pour the cement
Don’t say Dallas don’t love you, Mr. President
Put your foot in the tank and then step on the gas
Try to make it to the triple underpass
Blackface singer, whiteface clown
Better not show your faces after the sun goes down
Up in the red light district, they’ve got cop on the beat
Living in a nightmare on Elm Street
When you’re down on Deep Ellum, put your money in your shoe
Don’t ask what your country can do for you
Cash on the barrelhead, money to burn
Dealey Plaza, make a left-hand turn
I’m going down to the crossroads, gonna flag a ride
The place where faith, hope, and charity died
Shoot him while he runs, boy, shoot him while you can
See if you can shoot the invisible man
Goodbye, Charlie! Goodbye, Uncle Sam!
Frankly, Miss Scarlett, I don’t give a damn
What is the truth, and where did it go?
Ask Oswald and Ruby, they oughta know
“Shut your mouth,” said a wise old owl
Business is business, and it’s a murder most foul

Tommy, can you hear me? I’m the Acid Queen
I’m riding in a long, black Lincoln limousine
Ridin’ in the back seat next to my wife
Headed straight on in to the afterlife
I’m leaning to the left, I got my head in her lap
Hold on, I’ve been led into some kind of a trap
Where we ask no quarter, and no quarter do we give
We’re right down the street, from the street where you live
They mutilated his body and they took out his brain
What more could they do? They piled on the pain
But his soul was not there where it was supposed to be at
For the last fifty years they’ve been searchin’ for that
Freedom, oh freedom, freedom over me
I hate to tell you, mister, but only dead men are free
Send me some lovin’, then tell me no lie
Throw the gun in the gutter and walk on by
Wake up, little Susie, let’s go for a drive
Cross the Trinity River, let’s keep hope alive
Turn the radio on, don’t touch the dials
Parkland Hospital, only six more miles
You got me dizzy, Miss Lizzy, you filled me with lead
That magic bullet of yours has gone to my head
I’m just a patsy like Patsy Cline
Never shot anyone from in front or behind
I’ve blood in my eye, got blood in my ear
I’m never gonna make it to the new frontier
Zapruder’s film I seen night before
Seen it thirty-three times, maybe more
It’s vile and deceitful, it’s cruel and it’s mean
Ugliest thing that you ever have seen
They killed him once and they killed him twice
Killed him like a human sacrifice
The day that they killed him, someone said to me, “Son
The age of the Antichrist has just only begun”
Air Force One comin’ in through the gate
Johnson sworn in at 2:38
Let me know when you decide to throw in the towel
It is what it is, and it’s murder most foul

What’s new, pussycat? What’d I say?
I said the soul of a nation been torn away
And it’s beginning to go into a slow decay
And that it’s thirty-six hours past Judgment Day
Wolfman Jack, he’s speaking in tongues
He’s going on and on at the top of his lungs
Play me a song, Mr. Wolfman Jack
Play it for me in my long Cadillac
Play me that “Only the Good Die Young”
Take me to the place Tom Dooley was hung
Play “St. James Infirmary” and the Court of King James
If you want to remember, you better write down the names
Play Etta James, too, play “I’d Rather Go Blind”
Play it for the man with the telepathic mind
Play John Lee Hooker, play “Scratch My Back”
Play it for that strip club owner named Jack
Guitar Slim going down slow
Play it for me and for Marilyn Monroe

Play “Please Don’t Let Me Be Misunderstood”
Play it for the First Lady, she ain’t feeling any good
Play Don Henley, play Glenn Frey
Take it to the limit and let it go by
Play it for Carl Wilson, too
Looking far, far away down Gower Avenue
Play “Tragedy”, play “Twilight Time”
Take me back to Tulsa to the scene of the crime
Play another one and “Another One Bites the Dust”
Play “The Old Rugged Cross” and “In God We Trust”
Ride the pink horse down that long, lonesome road
Stand there and wait for his head to explode
Play “Mystery Train” for Mr. Mystery
The man who fell down dead like a rootless tree
Play it for the reverend, play it for the pastor
Play it for the dog that got no master
Play Oscar Peterson, play Stan Getz
Play “Blue Sky,” play Dickey Betts
Play Art Pepper, Thelonious Monk
Charlie Parker and all that junk
All that junk and “All That Jazz”
Play something for the Birdman of Alcatraz
Play Buster Keaton, play Harold Lloyd
Play Bugsy Siegel, play Pretty Boy Floyd
Play the numbers, play the odds
Play “Cry Me a River” for the Lord of the gods
Play Number nine, play Number six
Play it for Lindsey and Stevie Nicks
Play Nat King Cole, play “Nature Boy”
Play “Down in the Boondocks” for Terry Malloy
Play “It Happened One Night” and “One Night of Sin”
There’s twelve million souls that are listening in
Play “Merchant of Venice”, play “Merchants of Death”
Play “Stella by Starlight” for Lady Macbeth
Don’t worry, Mr. President, help’s on the way
Your brothers are comin’, there’ll be hell to pay
Brothers? What brothers? What’s this about hell?
Tell them, “We’re waiting, keep coming,” we’ll get them as well
Love Field is where his plane touched down
But it never did get back up off the ground
Was a hard act to follow, second to none
They killed him on the altar of the rising sun
Play “Misty” for me and “That Old Devil Moon”
Play “Anything Goes” and “Memphis in June”
Play “Lonely at the Top” and “Lonely Are the Brave”
Play it for Houdini spinning around in his grave
Play Jelly Roll Morton, play “Lucille”
Play “Deep in a Dream”, and play “Driving Wheel”
Play “Moonlight Sonata” in F-sharp
And “A Key to the Highway” for the king on the harp
Play “Marching Through Georgia” and “Dumbarton’s Drums”
Play darkness and death will come when it comes
Play “Love Me or Leave Me” by the great Bud Powell
Play “The Blood-Stained Banner”, play “Murder Most Foul”

 

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Coronavirus e il modello Italia

Per quanto tempo ci hanno propinato la bugia che i nostri metodi per combattere l’emergenza coronavirus sono stati da esempio per tutto il mondo? Quante volte scelte diverse di altri paesi sono state fortemente criticate e sapientemente manipolate dai media? 

Manovre di vari Servizi intorno alla cattura di Mussolini di Claudia Cernigoi

Ospito nel mio blog un interessante articolo della giornalista e ricercatrice storica Claudia Cernigoi sul ruolo dei Servizi nella cattura di Benito Mussolini.

Nel pomeriggio del 25 aprile si svolse, presso l’Arcivescovado di Milano, una riunione organizzata dal cardinale Ildegardo Schuster alla quale presero parte vertici del CLNAI (tra i quali Sandro Pertini, Riccardo Lombardi, Achille Marazza, Giustino Arpesani ed il generale Raffaele Cadorna comandante del CVL, da poco rientrato in Italia da Berna) ed esponenti fascisti, tra cui lo stesso Mussolini, accompagnato dal maresciallo Graziani, dal ministro dell’interno Zerbino, dal sottosegretario Barracu, dal prefetto Bassi e dall’industriale Cella (che avrebbe dato il via all’incontro). Prendiamo ancora nota di quanto riferisce Giovanni Pesce, e cioè che il 25 aprile, quando Marazza andò a cercare Cadorna per andare assieme alla riunione, lo trovò assieme al neo-questore Elia, Nemo1.

Lo scopo della riunione era quello di salvare la vita dell’ex “duce”, consegnandolo agli Alleati, ed il cardinale Schuster aveva addirittura fatto preparare una stanza per ospitare Mussolini al sicuro prima di consegnarlo agli Alleati come prigioniero di guerra.
Nel corso della riunione Graziani si oppose a questa trattativa di “resa separata”2, «affermando che principi di onore e lealtà impedivano al governo della Repubblica sociale di trattare all’insaputa dei tedeschi», ma a queste parole sarebbe intervenuto Marazza, «precisando che in realtà le autorità germaniche in Italia stavano negoziando la resa da oltre dieci giorni». Ciò avrebbe provocato l’abbandono della riunione da parte di Mussolini3, e successivamente lo stesso Pertini avrebbe sintetizzato in questo modo l’esito della riunione, in una lettera inviata a Lombardi e resa nota dal ricercatore Manlio Cancogni nel 1996:
«Ricordo benissimo quanto avvenne all’Arcivescovado. Arrivato quando Mussolini aveva lasciato la riunione, il cardinale Schuster, presenti voi, mi mise al corrente dell’esito del vostro incontro con Mussolini e cioè Mussolini si sarebbe arreso al CLNAI e nei suoi confronti si sarebbero applicate le norme del diritto internazionale. Richiesto da me d’una più precisa spiegazione su codesto punto, soggiunse che avrebbe dovuto essere considerato prigioniero di guerra e quindi consegnato agli alleati. Questo il Cardinale, in vostra presenza, mi comunicò, soggiungendo che Mussolini si era recato in Prefettura, ove avrebbe telefonato la sua ultima decisione. Voi, appunto, eravate in attesa di codesta telefonata quando giunsi io. Dissi al Cardinale, che Mussolini arrendendosi al CLNAI, sarebbe stato da noi consegnato ad un Tribunale del Popolo. Ricordo benissimo che Tiengo4 si alzò, allora, e, dopo un vivace battibecco con me, si precipitò al telefono. Rientrò poco dopo annunziando enfaticamente che “Mussolini non si sarebbe più arreso”. Ripetutamente, in seguito, su periodici e quotidiani si fece risalire a me “la colpa” se quell’accordo era andato a monte. Se da altri quel mio atteggiamento è stato giudicato una “colpa”, per me naturalmente è sempre stato considerato un merito. E lo rivendico a mio onore senza peccare di presunzione alcuna»5.

Annota Giovanni Pesce che il salvataggio di Mussolini non sarebbe stato voluto dagli Alleati per motivi umanitari, ma perché il fatto di processarlo «risponde ad un’esigenza politica degli angloamericani, fare il processo all’Italia, dare voce ai collaborazionisti, intralciare l’opera di coloro che vogliono ricostruire prima ancora che il Paese, la sua immagine reale presso i popoli che hanno subito le aggressioni del nazifascismo. Chi ha interesse a relegare ai margini della storia la Resistenza italiana, negandone l’importanza politica e l’apporto militare potrebbe utilizzare il relitto di Salò, lasciandogli recitare l’ultima nefasta rappresentazione ai danni del paese»6.

Non è peraltro mai stato chiarito il ruolo che i servizi angloamericani ebbero nella cattura dell’ex “duce”. Prendiamo spunto da un articolo di Antonio Carella ed Enzo Cicchino, i quali affermano che dopo il 25 aprile arrivarono al Comando del CVL di Milano alcuni messaggi radio che chiedevano di «sapere l’esatta situazione di Mussolini»7, per poter «inviare un aereo per rilevarlo». Questi messaggi erano inviati dal Comando operativo dell’OSS di stanza a Siena e firmati dal maggiore Max Corvo.
Mussolini, com’è noto, partì da Milano la sera del 25 aprile assieme a Claretta Petacci e diversi gerarchi tra cui ricordiamo il segretario del PFR Pavolini, i ministri Barracu, Bombacci, Liverani, Mezzasoma ed il comandante della 36^ Brigata Nera Idreno Utimpergher8, nonché il direttore dell’Agenzia Stefani, Ernesto Daquanno; travestito da militare tedesco tentò la fuga attraverso Como, zona nella quale avrebbero operato per la resa del generale tedesco Hans Leyers e dei suoi uomini, oltre ad agenti dell’OSS, anche molti ufficiali italiani, tra i quali Giuseppe Cancarini Ghisetti (il “partigiano combattente dei servizi segreti” secondo una definizione di Ugo Pellini, entrato a far parte della formazione spionistica Nemo e che già dall’ottobre del 1944 aveva preso contatto con il colonnello delle SS Eugen Dollmann su incarico degli Alleati9) ed il tenente Aldo Icardi, della missione statunitense Chrysler.
La sera del 27 aprile giunsero a Como anche i componenti della Missione mista accreditata presso l’Oltrepo’ Pavese, il cui capomissione era il sergente maggiore dell’OSS Frederick Horback. I servizi alleati volevano catturare Mussolini e furono informati da un certo Franco della Special Force britannica che la loro missione sarebbe stata facilitata dalla presenza di un «uomo dei servizi segreti britannici vestito da “alpino”, che avrebbe indicato loro la strada per raggiungere il nascondiglio di Mussolini e Claretta Petacci». Sembra che questo agente inglese vestito da alpino abbia veramente operato sul lago di Como, e qualcuno ha voluto identificarlo in Paolo Caccia Dominioni «che – si dice – fosse fortemente in contatto con gli inglesi, facesse parte delle brigate Garibaldi, ed avesse il vezzo di andar sempre vestito da alpino»1o.
Il convoglio con Mussolini fu fermato nel corso di un controllo, l’ex “duce” riconosciuto e fucilato con i gerarchi e Claretta Petacci il 28/4/45.

Nei giorni dell’arresto di Mussolini a Dongo si trovò anche Ennio Ermacora Strauss, che era stato comandante del Battaglione Partidor della l4a Brigata Osoppo, operante nella zona di Portogruaro. Carlo Amabile ipotizza che Ermacora possa avere ricoperto a Dongo una «funzione di collegamento tra l’Osoppo e la Svizzera, dove era la base principale dei servizi USA», stigmatizzando sia il fatto che l’ex osovano Felice Pera aveva dichiarato che a Dongo Strauss aveva scattato una serie di fotografie11, sia che l’agente alleata, Medaglia d’Oro, Paola Del Din (che poi diventerà la storiografa ufficiale della Osoppo), aveva rilasciato un’intervista in cui diceva che Ermacora «emigrò in Sud America e di lui si sono perse le tracce», mentre lo stesso era stato sindaco di Artegna, piccolo centro pedemontano a nord di Udine, per quasi 12 anni, fino a poco prima del terremoto del 1976, chiosando: «tutti i personaggi qui citati svolgono un ruolo di primo piano nella vicenda di Porzùs»12.
Torniamo al testo di Pesce che così conclude: «l’intesa tra anglosassoni e tedeschi è rispettata. La ritirata delle truppe germaniche, accelerata dall’offensiva degli insorti, dà l’impressione di puntare in direzione del confine orientale dove il corpo d’armata neozelandese comandato dal generale Freyberg, avanza velocissimo verso Trieste»13.
Parliamo ora del ruolo del capitano di fregata Giovanni Dessy, collegato alla Rete Nemo ma anche inquadrato nel SIC (il Servizio informativo della Marina, comandato dall’ammiraglio Maugeri), che faceva inoltre parte di un ufficio di copertura del SIM collegato con i servizi italiani presenti in Svizzera, l’URI diretto dal colonnello Rizzani. Dessy aveva come ambito operativo la Valtellina, la zona dove lavorava la missione OSS diretta da Allen Dulles nella quale erano inseriti anche il colonnello Giuseppe Motta Camillo ed il suo braccio destro, il futuro minatore di tralicci nella Valtellina negli anni ’70, Carlo Fumagalli14. Nell’imminenza del crollo della RSI l’OSS aveva proposto (tramite il proprio delegato Salvatore Guastoni, «sedicente amministratore Salumificio Vismara ma in realtà agente OSS15», un italo-americano di stanza all’ambasciata statunitense di Berna) al federale di Milano Vincenzo Costa un accordo denominato “Norme per l’attuazione della Zona Neutra Valle d’Intelvi ove si concentreranno le forze fasciste”: in sintesi, dopo avere formalizzato un atto di resa dei fascisti agli angloamericani tutte le forze della RSI radunate a Como e provincia sarebbero partite per la Val d’Intelvi (dove avrebbe dovuto essere costituita una «Zona Neutra estera da Lanzo d’Intelvi fino ad Argegno»16) precedute da una vettura con una bandiera americana e una bandiera bianca. L’accordo, che prevedeva anche che Mussolini avrebbe potuto far parte della Zona Neutra in linea con le clausole del “lungo armistizio” firmato a Malta tra Eisenhower e Badoglio a fine settembre ’43, fu siglato a Como il 27/4/45 da Guastoni e (al posto del federale Costa, del vicesegretario Pino Romualdi17 e del comandante della Muti Francesco Colombo, che erano stati previsti negli accordi preliminari) dal federale di Mantova Motta e dal cappellano della Milizia don Giuseppe Russo.
In serata partì pertanto da Como (in direzione Dongo, quindi deviata verso est rispetto alla Valle d’Intelvi) una colonna, guidata dal capitano Dessy (che sembra avere avuto direttamente da Dulles l’incarico di salvare Mussolini18), comprendente anche Colombo, Romualdi, Vanni Teodorani (marito di una nipote di Mussolini), ed il sottotenente dei Carabinieri Egidio De Petra.
Il gruppo fu però fermato dai partigiani (alcune fonti dei reduci della RSI sostengono che sarebbe stata una manovra del “colonnello Valerio” per impedire il salvataggio di Mussolini) e, nonostante i documenti di Dessy che lo accreditavano come agente dei servizi statunitensi, fu impedito loro di proseguire; Colombo fu arrestato e fucilato il 28/4/45, mentre Romualdi e Teodorani riuscirono a salvarsi, non essendo stati riconosciuti19.

Claudia Cernigoi, 29 aprile 2020

  1.  G. Pesce, “Quando cessarono gli spari”, Feltrinelli 1977, p. 26. Elia era il comandante della rete spionistica Nemo, organizzata dal SIM italiano in collaborazione con l’IS britannico (cfr. C. Cernigoi, “Alla ricerca di Nemo”, reperibile in http://www.diecifebbraio.info/2013/06/alla-ricerca-di-nemo-una-spy-story-non-solo-italiana-2/).
  2. In realtà era da mesi in corso l’operazione Sunrise, lavoro di intelligence portato a termine dai servizi angloamericani con i servizi nazisti e l’appoggio dei servizi svizzeri e l’intervento di agenti italiani per giungere ad una “resa separata” (tagliando fuori da una parte l’URSS e dall’altra la scomoda Repubblica di Salò) che garantisse la salvaguardia degli stabilimenti industriali e delle infrastrutture italiane dalla minaccia nazista di fare “terra bruciata” al momento della ritirata, in cambio dell’impunità per molti gerarchi nazisti. 
  3. Luca Frigerio, “25 aprile 1945: il drammatico incontro fra il cardinal Schuster e Mussolini”, 24/4/15 (http://www.incrocinews.it/arte-cultura/25-aprile-1945-il-drammatico-incontro-br-fra-il-cardinal-schuster-e-mussolini-1.107599).
  4. L’ex prefetto Carlo Tiengo «faceva parte di quei funzionari dello Stato inviati al confine orientale e scelti tra coloro che provenivano dalle fila del Partito Nazionale Fascista» (https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Tiengo, che cita Annamaria Vinci, “Sentinelle della Patria” Laterza 2011, p. 171); ricoprì la carica a Gorizia e a Trieste, dove entrò in conflitto con i vescovi sloveni delle due città, facendoli trasferire; fu inviato a Bologna, Torino e Milano, ed infine nominato Ministro delle Corporazioni nell’ultimo governo Mussolini. 
  5. http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/09/Mussolini_Schuster_Pertini_scriveva_che_co_0_9605098884.shtml.
  6. G. Pesce, op. cit., p. 123.
  7. A. Carella ed E. Cicchino, “Benito Mussolini 28 aprile 1945 Misteri e cronaca di una morte annunciata” in www.larchivio.com, dal quale sono tratte le citazioni del paragrafo.
  8. Empolese di nascita, ma di padre meranese, Utimpergher aveva partecipato alla Marcia su Roma e nel 1943 si trovava a Trieste; fu il fondatore del Fascio repubblicano e per un breve periodo direttore del Piccolo, su nomina nazista; fu contattato da Christian Wirth (il comandante dell’Einsatz Kommando Reinhard) assieme allo squadrista Beniamino Fumai ed Italo Sauro per una «opera di coordinamento» con il SD-SIPO in funzione antipartigiana (cfr. G. Fogar, in AA. VV. “San Sabba. Istruttoria e processo per il lager della Risiera”, ANED Ricerche 1988, Tomo I, p. 48). 
  9. Ugo Pellini, “Giuseppe Cancarini Ghisetti il partigiano combattente dei servizi segreti”, in Ricerche Storiche, Istoreco di Reggio Emilia n. 105 - aprile 2008.
  10. L’ufficiale degli alpini Paolo Caccia Dominioni fu richiamato in servizio nel 1941 e assegnato al SIM; chiese di passare al Genio Guastatori alpino e partecipò alla battaglia di El Alamein, per la quale fu decorato di medaglia d’argento. Al momento dell’armistizio si trovava a Trieste; nel gennaio 1944 entrò nelle Brigate Garibaldi e nell’aprile 1945 fu nominato Capo di Stato maggiore del CVL lombardo.
  11. Intervista pubblicata sul Gazzettino di Udine, 9/2/95.
  12. In https://sites.google.com/site/sentileranechecantano/cronologia/1946/1946-1-luglio---30-settembre; parleremo più avanti della Medaglia d’oro al VM Paola del Din e delle operazioni della Brigata Osoppo.
  13. G. Pesce, op. cit., p. 34.
  14. Negli anni ’60 Fumagalli fondò il MAR (gruppo terroristico di appoggio a tentativi golpisti), ma era anche un agente del Servizio detto l’Anello, ispirato dal generale Mario Roatta.
  15. Franco Giannantoni, “L’ombra degli americani sulla Resistenza al confine tra Italia e Svizzera”, Arterigere 2007.
  16. La zona tra Como e Lugano.
  17. Ricordiamo che Romualdi, prima di ricoprire la carica di vicesegretario del PFR era stato federale di Parma, nel periodo di attività di don Paolino Beltrame (agente della Rete Nemo di Elia) tesa ad “agganciare” nazifascisti per la “resa separata”.
  18. Cfr. http://www.corrierecaraibi.com/FIRME_MBarozzi_100818_Morte-Mussolini-28aprile45-La-strabiliante-giornata-di-Valerio-e-Guido.htm. Aggiungiamo qui per dovere di cronaca (ma in assenza di conferme) che secondo l’autore di questa ricostruzione sarebbe stato l’agente dell’OSS Emilio Daddario (colui che mise successivamente in salvo il maresciallo Graziani) a firmare il lasciapassare (poi consegnato da Vittorio Palombo) che permise al “colonnello Valerio”, cioè Walter Audisio (il dirigente garibaldino che ricopriva anche l’incarico di responsabile della polizia militare del CVL) di raggiungere il luogo dove era stato bloccato Mussolini in fuga, e procedere quindi alla sua esecuzione.