Io sto con Mimmo Lucano !

Cosa ha fatto l’ex sindaco di Riace per meritarsi tutto questo ? La Prefettura di Reggio Calabria lo chiamava “San Lucano” perché risolveva i problemi degli sbarchi. Ora lo Stato lo condanna a 13 e 2 mesi.

Il crac Parmalat fu uno scandalo di bancarotta fraudolenta considerato il più grande del genere in Europa perpetrato da una società privata. L’ammanco lasciato dalla società si aggirava sui 14 miliardi di Euro. A Callisto Tanzi, il patron della Parmalat, il principale responsabile del disastro, che ha gettato sul lastrico migliaia di risparmiatori sono stati inflitti, come condanna definitiva, 17 anni di carcere.

A Mimmo Lucano sono stati inflitti 13 anni e 2 mesi. Solo 4 anni in meno. Cosa può aver fatto di tanto grave quest’uomo per meritarsi una condanna simile?

Mimmo Lucano non è stato condannato per aver favorito l’immigrazione clandestina (almeno non direttamente ) e l’accusa di aver organizzato matrimoni di comodo fra cittadini di Riace e donne straniere, al fine di favorirne la permanenza in Italia, è stata ritirata dai pm prima ancora di arrivare a sentenza.

Il giudice per le indagini preliminari ha riconosciuto che Mimmo Lucano non si è messo in tasca un euro ma nonostante questo la pena è stata quasi il doppio di quella richiesta dall’accusa. L’avvocato di Mimmo Lucano ha dichiarato che in 40 anni di carriera non ha mai visto una cosa del genere.

A Lucano vengono contestati tutta una serie di reati contro la Pubblica Amministrazione e soprattutto abuso d’ufficio e peculato. Ma di questi soldi, di cui dovrebbe essere entrato in possesso, sembra non esserci traccia.

Una delle accuse più pesanti è quella di essersi impossessato di fondi pubblici per arredare e ristrutturare (qualche fonte cita anche acquistare) case (non si sa quante) e un frantoio. Qualche quotidiano parla di 2,4 milioni di euro qualche altro di poco più di 250mila euro. Una bella differenza anche se in ogni caso briciole a confronto con le cifre del crac Parmalat e di chissà quanti altri scandali del nostro Bel Paese. Nessuna parola viene spesa su qual è stata la destinazione d’uso di questi immobili, chi ne ha beneficiato, ecc.. per cui è piuttosto difficile esprimersi su questo aspetto. Non sappiamo se Mimmo Lucano ne ha fatto delle sue residenze ad uso e consumo puramente personale (ma allora forse si sarebbe parlato di ville in qualche posto esclusivo e non di frantoi) oppure se sono servite per aumentare i posti disponibili per l’accoglienza diffusa. Nel secondo caso, pur magari dimostrando l’effettivo illecito, le responsabilità sono (perlomeno eticamente) diverse.

Murales a Riace

Poi si parla di 500 mila euro per un viaggio in Argentina e per concerti fatti a Riace che poi sarebbero stati dichiarati non svolti per non pagare la SIAE.Cioè, fatemi capire, uno ruba 500mila euro e si fa un viaggio (uno solo) in Argentina e con il resto dei soldi organizza dei concerti (e non mi risulta, visto il budget, che a Riace ci siano stati i Rolling Stones) e poi cosa fa? Mente alla SIAE e dice che non c’è stato nessun concerto (come se fosse facile nascondere un concerto a Riace) per non pagarli? Uno ruba 500mila e rischia di farsi beccare per il mancato pagamento SIAE. Facevano prima a dire che Mimmo Lucano se li è messi in tasca e via ma come scrivevo prima nessuno al momento parla di questo tesoro che Lucano si sarebbe intascato.

Murales a Riace

Si parla poi di “gestione allegra”, indebite rendicontazioni, fatture false, ecc.. da parte delle associazioni e delle cooperative che gestivano il sistema accoglienza di Riace. Che io sappia però la gestione di controllo di questi aspetti non spetta al Comune ma alla Prefettura per cui se effettivamente questi soggetti del terzo settore (e non Mimmo Lucano direttamente) hanno mal gestito i servizi a loro affidati colpevole è anche chi doveva controllarli e non lo ha fatto.

Avrebbe poi affidato direttamente (senza indire una gara d’appalto ma con una procedura abbreviata) i servizi di raccolta rifiuti a due cooperative che non erano iscritte all’albo. Se proprio qualcuno mette in piedi una società e la maschera da cooperativa e vuole assicurarsi gli appalti a suon di mazzette magari non sarà così scemo da non iscriversi all’albo di categoria. Chi ruba soldi pubblici, tramite gare d’appalto, conosce bene tutti i meccanismi del nostro pachidermico sistema burocratico e di sicuro non commette errori così grossolani. L’affidamento diretto di un servizio, da parte di un’Amministrazione comunale ad un operatore economico, è qualcosa di perfettamente lecito e si fa di continuo, se rispetta determinati parametri, quindi conoscere l’entità di questi servizi dati in gestione sarebbe utile per capire di quanto Lucano ha chiuso un occhio e se comunque lui ne era a conoscenza. Di solito non è il primo cittadino ad essere coinvolto direttamente nelle verifiche di questo tipo. Ma comunque di tangenti non si parla per cui Mimmo Lucano se lo ha fatto lo avrebbe fatto senza ricevere alcun compenso.

Domenico “Mimmo” Lucano

Per ultimo cito la contestazione di 2mila euro in telefonate private fatta dalla moglie con soldi poi rendiconti come spesa SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) ma anche qui ci si chiede perché la Prefettura non ha contestato in fase di rendicontazione la spesa contestata e si è dovuti attendere l’intervento della Magistratura. Se questi due mila euro (ricordatevi le cifre Parmalat) sono stati rendicontati e non erano chiaramente una spesa ammissibile mi chiedo perché la Prefettura li ha poi liquidati. Mi chiedo perché la Magistratura non si rivolge anche alla Prefettura competente chiedendo spiegazioni. Non se ne erano mai accorti? O anche loro chiudevano un occhio perché faceva comodo che Riace si accollasse l’onere di accogliere così tanti migranti e Lucano era un sindaco che ti risolveva il problema quando c’era un afflusso importante di richiedenti asilo ?

La mia opinione è che forse Lucano ha condotto in questo anni una gestione un po’ leggera del suo sistema d’accoglienza ma non perché è una persona avida che ha pensato ai suoi interessi personali e perché ha voluto arricchirsi ma probabilmente solo per il senso di solidarietà e umanità che lo contraddistingue e che nemmeno queste accuse possono far cadere. Forse è stato lusingato dai riconoscimenti internazionali che la sua gestione gli aveva riservato e che probabilmente ha temuto di perdere. Forse, ma è ancora tutto da provare con certezza, qualche volta avrà chiuso un occhio su degli aspetti amministrativi e finanziari ma come sembra senza mai intascarsi un soldo per sé.

Ma anche se fosse tutto vero, come dice la sentenza, e se anche se tutte le accuse fossero confermate, la condanna è assolutamente sproposita per cui è palese pensare che non sia stato un processo per illeciti amministrativi ma un processo politico.Allora in questo caso, prendere posizioni anche in assenza di una condanna definitiva, mi sembra più che legittimo e spero tanto che la società civile lo faccia e si mobiliti in modo da non lasciar solo quest’uomo che non ho mai conosciuto di persona ma che sono pronto a scommettere che non è affatto un ladro.

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