Preferisco una pericolosa libertà ad una tranquilla schiavitù

Questo uno degli slogan dei manifestanti del Michigan che citano il terzo presidente degli Stati Uniti, Thomas Jefferson. 

Ieri, mercoledì 15 aprile, migliaia di persone, a piedi e in auto, hanno protestato a gran voce contro le restrizioni imposte dalla governatrice Gretchen Whitmer. In Michigan il lockdown è iniziato il 23 marzo, quindi dopo di noi, ed è lo Stato al terzo posto come numero di decessi. Da come si capisce le proteste sono dettate più che altro dal fatto che la gente vuole tornare a lavorare e dalle conseguenze economiche provocate dal lockdown. Un’intervistata, ad esempio, si lamenta che non può andare dal parrucchiere. La foto qui sotto, tratta dal video del The Guardian, è piuttosto inquietante visto che c’erano parecchie persone armate, sostenitori di Trump, che hanno contestato la Governatrice democratica. Il Michigan non è l’unico Stato dove si sono svolte delle proteste. Altre, minori con centinaia di persone, si sono svolte in Kentucky, Ohio, Utah e Noth Carolina.

 

Uno stato con quasi 2mila morti per Coronavirus si ribella perché non può andare dal parrucchiere. in Friuli Venezia Giulia finora ci sono stati 212 decessi causati dalla pandemia e misure molto più restrittive di quelle in atto nello Stato americano. La protesta, in America, è nata infatti per l’estensione del lockdown fino al primo maggio (anche qui meno di noi) e per la chiusura di altri esercizi commerciali ritenuti non essenziali e che da noi sono chiusi da tempo.

Mi sembra che la popolazione italiana abbia dimostrato una maturità ben superiore e anche qui da noi, in Friuli Venezia Giulia, dove le misure restrittive sono state più eccezionali che altrove si è cercato di fare del nostro meglio. Mi chiedo perché adesso le autorità governative regionali e le forze dell’ordine stiano esasperando gli animi. La gente sta vivendo già un periodo molto difficile, temendo di essere contagiati e affrontando difficoltà economiche non indifferenti. A cosa servono misure limitative che palesemente non servono a niente e che la stessa comunità scientifica non riconosce come efficaci? A cosa serve avere un atteggiamento repressivo e multare le persone perché si sono abbassate momentaneamente la mascherina che gli appannava gli occhiali? 

Provocare la popolazione in questo modo può avere effettivi deleteri; con la gente che scende per strada ovviamente le regole di prevenzione (quelle sì da rispettare) anti assembramento che vanno a farsi benedire. La protesta del Michigan non è sicuramente la mia protesta e l’ultima cosa che vorrei vedere è gente esasperata che scende per strada a Trieste e che mette a repentaglio la propria vita perché abbiamo un governatore che continua a fare campagna elettorale e compare in video, per spiegare le ordinanze che scrive, per puro egocentrismo.

Abbiamo tutto il diritto di protestare per quello che sta accadendo dalle nostre parti ma abbiamo la maturità e il senso di responsabilità per non farlo e visto quello che succede dalle altre parti del mondo stiamo facendo uno sforzo notevole. Possono anche le autorità regionali fare uno sforzo e pensare unicamente alla salute dei propri cittadini ?

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I tagli alla sanità presentano il conto

Nel numero di dicembre de “Il Lavoratore” troverete un dossier sanità a cui ho contribuito con un articolo dove ho raccontato la mia esperienza con il Covid-19. Più che dei sintomi ho scritto della confusione in cui è precipitato il Dipartimento di Prevenzione dell’ASUGI a Trieste a causa della seconda ondata di contagi iniziata nei primi giorni di ottobre.