Perché è sbagliato armare l’Ucraina.

In questa guerra i richiami a quanto avvenuto nel secondo conflitto mondiale sono continui e sinistri, in quanto ci inducono a pensare a un confronto con un eventuale terza guerra mondiale che è stata tirata in ballo fin dall’inizio delle ostilità. La differenza ideologica con il secondo conflitto sta nel fatto che ognuno accusa l’altro di emulare i crimini del Terzo Reich. Zelensky ha paragonato l’invasione russa alla Shoah, un paragone definito peraltro oltraggioso da Israele. Putin vuol far credere di aver colpito per primo per non commettere lo stesso errore dell’Urss, invasa dalla Germania nel 1941, definendo nazista l’attuale governo ucraino. La differenza pratica è che un terzo conflitto mondiale avrebbe delle conseguenze molto più drammatiche visto l’incubo nucleare che accompagna l’umanità dal 6 agosto del 1945.
Si sa che la guerra è propaganda e nell’epoca dominata dai social e dalla comunicazione visiva dal basso è più che mai facile creare falsi pretesti e veicolare opinioni. Che la censura e le fake news siano il pane quotidiano delle nazioni coinvolte nel conflitto è inevitabile ma che questo contagi anche il nostro modo di raccontare la guerra invece non è accettabile. La tendenza di accusare di essere filo Putin tutti coloro che cercano di far chiarezza sulle parti in causa e che soprattutto cercano in maniera più decisa di fermare il conflitto e la corsa al riarmo è molto marcata nel mondo occidentale e soprattutto da noi. Ieri Joe Biden, parlando alle truppe americane in Polonia, ha dichiarato che la posta in gioco non è solo la difesa dell’Ucraina ma la democrazia nel mondo e che in questo momento siamo nel mezzo di una battaglia tra democrazie e autocrazie. Rendere questo conflitto uno scontro tra culture in difesa della libertà del mondo oltre a essere eticamente riprovevole e dannatamente pericoloso. Tutti sappiamo quanti danni abbia fatto l’”esportazione della democrazia” americana nel mondo, dal dopoguerra in poi e sorprende come Putin sia diventato di colpo un autocrate quando fino a pochi giorni fa era tutt’altro che osteggiato dalle forze politiche, soprattutto populiste e di destra, di mezza Europa.

Essere contrari all’invio di armi all’Ucraina e spingere in tutti i modi affinché le negoziazioni portino a un concreto cessate il fuoco non può e non deve esser visto come un atteggiamento filo russo o comunque compiacente alla politica aggressiva di Putin. Uno dei pochi capi di Stato a dire delle parole sensate su questo conflitto è stato Papa Francesco che proprio ieri, con un senso di responsabilità che il democratico Biden dovrebbe imitare, ha chiesto perdono a Dio in nome dell’umanità colpevole di aver dimenticato gli orrori del passato e aver continuato a sopprimere vite e accumulare armi rimettendo al cuore di Maria tutto il mondo e in particolar modo la Russia e l’Ucraina. Il giorno prima il pontefice aveva definito una pazzia la decisione del mondo occidentale di aumentare la spesa militare.
Ma perché è inaccettabile inviare armi all’Ucraina oltre dal punto di vista puramente etico? Putin, quando fra i motivi che lo hanno indotto ad avviare la sua “operazione militare speciale” ha parlato di “denazificare” l’Ucraina, ha omesso alcune cose e principalmente il fatto che l’Ucraina è uno stato liberale democratico dove si svolgono libere elezioni e nelle ultime delle quali il blocco unito dei partiti di estrema destra non è riuscito nemmeno a superare la soglia di sbarramento per entrare in parlamento. Questo però non giustifica l’atteggiamento odierno dei media mainstream e dei governi dell’occidente nel far apparire infondate le accuse di Putin quando sostiene che il governo ucraino sostiene i nazisti. Quest’ultimo è un dato di fatto ben conosciuto, soprattutto dagli americani e che adesso viene tenuto nascosto o peggio rigettato come se fosse una tesi complottistica nata su internet. Il fatto che il governo ucraino abbia, fin dal 2014, assicurato finanziamenti e armi alle milizie di estrema destra, ultranazionaliste e alcune dichiaratamente neonaziste è inconfutabile. Oggi non c’è niente di nuovo nell’affermarlo eppure una censura, neppure tanto velata, è calata su questi fatti proprio mentre si accusa, giustamente, la Russia di aver fortemente limitato la libertà di stampa.

E’ vero quindi che l’Ucraina non è uno stato nazista ma il sostegno che ha fornito alle milizie paramilitari di estrema destra è un eccezione in Europa che pure conta nel suo interno molte formazioni neo-fasciste e neo-naziste. Però solo in Ucraina queste organizzazioni posseggono carri armati e armi varie grazie all’appoggio dello Stato. CasaPound e Forza Nuova, qui da noi, non vanno in giro su furgoni dell’Esercito Italiano ed è per questo che si può tranquillamente affermare che l’Ucraina non sia lo stato paladino che strenuamente difende gli ideali democratici che i nostri media ci vogliono far credere. Ma i popoli sono una cosa e i governi un’altra. Bombardare indiscriminatamente causando enormi perdite fra i civili uccidendo i bambini come sta facendo adesso Putin, oltre che essere un riprovevole crimine di guerra, non solo non risolve la questione ma la aggrava ulteriormente.
Putin volendo “denazificare” l’Ucraina con la sua condotta scellerata non sta facendo altro che rafforzare le milizie di estrema destra che dice di voler eliminare. L’invasione non ha fatto altro che dare ancora più credito al ruolo di gruppi come il battaglione Azov che adesso è protagonista nella difesa di Mariupol, città martire di questa guerra. Il fatto poi che la supremazia militare russa sembra non essere così conclamata e si registra più di un successo ucraino fa in modo che i miliziani di estrema destra sempre più risulteranno degli eroi agli occhi del popolo ucraino.
Se la maggioranza degli ucraini aveva bocciato le logiche suprematiste dell’estrema destra adesso non si potrà far altro che registrare un avvicinamento a questi elementi che prima hanno insegnato alla gente come tenere un fucile in mano e che adesso combattono fianco a fianco ai civili armati per necessità e disperazione.
Inviare armi all’Ucraina oltre che a vanificare gli sforzi di pace servirà a rafforzare ancora di più le milizie paramilitari e alzare il livello dello scontro. Più questo sia alza più tutti noi siamo in pericolo. La priorità adesso deve essere il cessate il fuoco e lasciare che scoppi invece la terza pace mondiale.

immagini pexel.com

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