La collezion de elefanti di Massimo Serli

Ho realizzato il mio primo videoclip musicale ispirato da questa stupenda canzone, in dialetto triestino, di Massimo Serli.

La canzone (testo e musica di Massimo Serli) è l’ultima traccia del suo album d’esordio intitolato: In parziale miglioramento altrove. Girato in ben sette giornate di riprese diverse e non senza difficoltà il videoclip ha una durata ben più lunga della media. Una sfida difficile che spero di aver vinto grazie allo spessore della canzone.

Regia di Beppe Vergara – Soggetto di Beppe Vergara e Massimo Serli con Sandro Rossit
Massimo Serli – chitarra e voce
Diego Primosi – percussioni
Andrea Medeot – contrabasso
Stefano Muscovi – armonica

Si ringrazia per la partecipazione il piccolo Tommaso Vergara e per la location l’Associazione AnDanDes.
il CD è stato registrato e mixato presso il Lipuri Sounds Studio di Alberto Guzzi e Massimiliano Lepore.

Riprese e editing di Beppe Vergara
Sony a 6500 Samyang Cine Lens 20mm T 1.9 Samyang Cine Lens 85 mm T 1.5 Sigma 19mm F 2.8 Sigma 30mm F 2.8 Sony 50mm F 1.8 Helios 44m-6 58mm F 2.0

 

Testo della canzone:
La collezion de elefanti

La collezion de elefanti / stivadi in fila nel tuo ingresso
dalla mensola i me fissa / quando te vegno a trovar
tuti girai da istessa parte / come soldai che parti in guerra
con l’aria impavida e ‘ssai seria / e mi me sento giudicà

E intanto senza accorzerse el tempo xe passà
e no son più vignù a trovarte/ e scusa iero incasinà
parole svode che se disi / piene de grandi verità
te sa che el tempo cori svelto /te sa che el tempo e chi lo ga
te sa che dura che xe oggi / xe tutto un corre per pagar
ma i elefanti lori vedi
ma i elefanti lori sa

la collezion de elefanti / più li vardo più i par pronti
a partir per la finestra / per chissà qual destinazion
con quel de piera nera in testa / con la proboscide impirada
con l’aria bruta par che’ el disi “Varda, el mona xe rivà”

E intanto el tempo passa el tempo cori el tempo va
e mi go un fia’ de grigio in testa/ e voi de polvere qua el là
ti te me parli de ti stesso / mi fazo finta de scoltar
fazo fadiga fin a capirte / te disi che dovemo andar
te son sta sempre un poco mato / te son sta sempre quel s’ciopà
ma i elefanti ‘co i me varda
i elefanti ‘desso i sa

La collezione de elefanti / tutti quanti in fila pronti
a partir per la finestra /per andar dove lori sa
con quel più picio zontà in coda / con la proboscide taiada
che fa “sta’tento mus’ de mona / che prima o poi se partirà”

E intanto me son accorto un altro anno xe passà
e quel che go dentro de mi / xe sempre de più smarginà
me par che quel che odio amo / e quel che zerco lo go in petto
el più bel gesto che go fatto / xe sta zogar con un muleto
vardando el specio me spaventa / non tanto più quel fià de grigio
ma che col tempo dal mio viso se gabbi disbratà el sorriso

la collezion de elefanti / che no xe più a vardarme ziti
ti te son un che co decidi / de far le robe te le fa
te ga lassà el tuo biglietto / senza ragioni scritte in picio
solo un disegno de un muleto / su un elefante rosa a pois

E te zercherò par tutto par tutto
e te troverò, che te va sui cavai, che te zoghi coi fioi,
che te tai cavei, che te magni parsuto,
che te tien per man el mondo, che te fa un girotondo,
che te zoghi a portòn, che te bevi teràn,
che te scrivi sui muri, che te magni ovi duri,
che te pianti zuchete, che te incanti la gente,
che te son benvoludo, che tanti te ga odiado,
che te guarissi persone, che te fa sempre el mone,
e che te canti, che de mato te canti
drio i tui elefanti elefanti
de mato te canti, te canti, te canti..

La collezione di elefanti (traduzione)

La collezione di elefanti / messi in fila nel tuo ingresso
dalla mensola mi osservano / quando ti vengo a trovare
tutti girati dalla stessa parte /come soldati che partono alla guerra
con l’aria impavida e molto seria / ed io mi sento giudicato

E intanto il tanto passa il tempo corre il tempo va
e non sono più venuto a trovarti / e scusa ero incasinato
parole vuote che si dicono/ piene di grandi verità
si sa che il tempo corre svelto / si sa che il tempo chi ce l’ha
sai che dura è oggi / è solo tutto un correre per pagare
ma gli elefanti loro vedono
ma gli elefanti loro sanno

la collezione degli elefanti / più li guardo più mi sembrano pronti
a partire per la finestra / per chissà quale destinazione
con quello di pietra nera in testa / con la proboscide dritta
con l’aria minacciosa pare che dica / “guardate il mona sei arrivato”

E intanto il tanto passa il tempo corre il tempo va
ed io ho un po’ di capelli grigi in testa/ e voi di polvere qua e là
tu mi parli di te stesso / io faccio finta di ascoltare
faccio fatica a capirti / mi dici che dobbiamo andare
sei stato sempre un poco matto / sei stato sempre quello strano
e gli elefanti quando mi guardano
gli elefanti adesso sanno

la collezione degli elefanti / tutti quanti in fila pronti
a partire per la finestra / per andare dove sanno loro
con quello di legno aggiunto in coda / con la proboscide spaccata
con l’aria minacciosa pare che dica / “sta attento muso di mona che prima o poi si partirà”

Intanto me ne sono accorto che un altro anno è passato
e quello che sento dentro di me / è sempre di più smarginato
mi sembra che ciò che odio lo amo / e quello che cerco ce l’ho nel petto
e il più bel gesto che ho fatto / è stato giocare con un bambino
guardando lo specchio mi spaventa / non tanto più quel poco di grigio
ma che col tempo dal mio viso / sia stato sparecchiato il sorriso

la collezione degli elefanti / che non sono più lì a guardarmi zitti
tu sei uno che quando decidi / di fare una cosa tu la fai
hai lasciato il tuo biglietto / senza ragioni scritte in piccolo
solo il disegno di un bambino / sopra un elefante rosa a pois

E ti cercherò dappertutto, dappertutto ,
e ti troverò che vai a cavallo, che giochi con i bambini,
che tagli capelli, che mangi prosciutto,
che tieni per mano il mondo, che fai un girotondo,
che giochi a “portone” , che bevi terrano,
che scrivi sui muri e che mangi uova sode,
che pianti zucchine, che incanti la gente,
che sei benvoluto, che tanti ti hanno odiato,
che guarisci persone che fai sempre lo scemo,
e che canti, che come un matto canti,
dietro i tuoi elefanti, elefanti
come un matto canti , canti..

 

I tagli alla sanità presentano il conto

Nel numero di dicembre de “Il Lavoratore” troverete un dossier sanità a cui ho contribuito con un articolo dove ho raccontato la mia esperienza con il Covid-19. Più che dei sintomi ho scritto della confusione in cui è precipitato il Dipartimento di Prevenzione dell’ASUGI a Trieste a causa della seconda ondata di contagi iniziata nei primi giorni di ottobre.